martes, diciembre 11, 2007

In Italia si sta bene...in Italia si sta male...


L’italia (minuscolo) è un paese (ancora minuscolo) proprio strano… o forse siamo noi italiani (minuscoli) ad avere l’innata dote di rendere tutto così assurdo, incomprensibile, irreale, kafkiano, paradossale… ok, ho finito gli aggettivi…

Leggo su Repubblica che, sulla base dell’ultimo rapporto Istat, il 90% delle violenze sulle donne, in italia, vengono commesse da nostri connazionali. Il 90%. I conti non tornano…o forse a non tornare è la strumentalizzazione di certe notizie…il modo tendenzioso con cui politici e giornalisti portano alla pubblica ribalta alcuni singoli fatti di cronaca…così nascono i casi mediatici, si intervistano le casalinghe che fanno la spesa al mercato, qualcuno propone leggi più severe, qualcuno le approva pure queste leggi (vedesi Decreto Sicurezza a firma amato).

Qualcun altro, poi, le spara davvero grosse…e sventolare il solito fazzolettino verde non vale più come scusa, almeno non dopo aver partecipato al governo nazionale e a quello di tante regioni del nord…così prima si portano i maiali a defecare sul terreno dove verrà costruita la moschea…poi si dice che con gli extracomunitari bisogna usare i metodi delle SS, 10 vittime per ogni colpevole…

Il problema è che ormai nessuno dice niente…e soprattutto nessuno capisce che accettare questa sottocultura senza ribellarsi significa legittimarla, darle un’aurea di credibilità, far credere alla gente che davvero sia consentito dar sfogo ad ogni più recondito odio, acconsentire agli istinti più bassi…il “politicamente scorretto” diventa il “politicamente e basta” e sotto questo vessillo, oggi, può davvero passare di tutto.

Politicamente, per esempio, è normale considerare Turigliatto un traditore, perché non ha votato la fiducia al governo (minuscolo) sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Sempre “politicamente”, però, è altrettanto normale non muovere nessuna critica alla senatrice binetti (straminuscola…giusto per capirci la teodem dell’opus dei che usa il cilicio) che nega la fiducia al medesimo governo perché contraria a una norma (presente nel trattato UE di Amsterdam) contro la discriminazione dei gay, in quanto tale postilla, di fatto, decreterebbe l’illegalità del pensiero della chiesa cattolica di roma (minuscola come non lo era dai tempi di Giordano Bruno). Piccolo particolare, la senatrice non solo fa parte del neonato PD, ma rappresenta uno degli elementi di punta del gruppo che ha sostenuto veltroni (minuscolo, ne parliamo subito di walter) e, adesso, si appresta a guidare il partito (per ora minuscolo, spero mi smentiscano, ma ho i miei dubbi).

Capitolo veltroni: ogni volta che dichiara sostegno e lealtà al governo credo che prodi (minuscolo, ma non solo per colpa sua) si tocchi (sempre che lì in mezzo, dopo tanti anni di democrazia cristiana, sia rimasto qualcosa)….ma come si fa ad avere pari finalità di intenti con berlusconi e non vergognarsene, guardare in faccia le persone a cui chiederai il voto (temo prestissimo) e dire che con il “nano” i colloqui vanno avanti positivamente…e poi…vuoi davvero, caro walter, fare una legge elettorale che gli consenta di vincere le elezioni…o l’unica cosa che ti interessa è non scendere a patti con la sinistra…e poi, mi chiedo, la legge sul conflitto d’interessi salta anche questo giro?…e il decreto per la regolazione del sistema televisivo, ci teniamo la legge gasparri?....

Non capisco, mi sforzo, ma non capisco…e ultimamente mi sembra sempre più spesso che la bindi (comunque minuscola) abbia ragione…e questo pensiero mi atterrisce…

L’inquilino di Palazzo Chigi, intanto, non riceverà il Dalai Lama perché, pare, impegnato all’estero…e in italia chi ne parla di questa cosa…la Litizzetto da Fazio…ora come è possibile che in un paese normale arrivi uno degli uomini più illuminati che esistono sul pianeta e il nostro governo non compia il benché minimo sforzo per incontrarlo, quantomeno rendergli la medesima accoglienza che si riserva agli altri capi di stato…e tutto perché la Cina ci intima di non farlo, minacciando ritorsioni dal punto di vista dei rapporti economici…non bastavano i diktat che giungono, ancora di sovente, da oltre-atlantico; adesso dobbiamo inchinarci pure guardando verso oriente…e poi dicono che in italia esiste ancora la minaccia comunista…

Un ultimo affondo, poi chiudo, giuro…sempre nello stesso articolo da cui siamo partiti, l’Istat dice che ben il 60% delle violenze sulle donne si esplica in un contesto domestico e spesso ha come principale protagonista il marito. La famiglia è in crisi, urlano giustamente dal balcone di Piazza San Pietro…però la colpa è delle unioni civili (che ancora in italia non esistono, ma questi son solo particolari…)…è colpa della fecondazione assistita (per cui gli italiani sono costretti a “emigrare” in Spagna)…è colpa dell’aborto, del divorzio e, perché no, anche dei metodi anticoncezionali…

L’unico problema è andare a raccontare a tutte queste donne che sono state violentate per i suddetti motivi…ci vai tu caro ratzinger (assolutamente e indiscutibilmente minuscolo)???????

martes, diciembre 04, 2007

Carte di viaggio...


Gli aeroporti sono luoghi di transizione. Le persone lo sanno. Per questo, credo, cercano sempre di lasciare il minor numero possibile di tracce del loro passaggio.

Gli aeroporti sono pieni di viaggiatori solitari. Li trovi sempre, sprofondati nelle poltrone, in attesa di qualcuno o qualcosa, trincerati dietro i loro voluminosi quotidiani, gli occhiali da sole, anche d’inverno, l’I-pod.
Le conversazioni sono sempre ridotte all’osso, per lo più scambi d’informazioni funzionali, tipo “è questo il gate per Cagliari”, “sa dove sono i bagni”. La “disattenzione civile” regna sovrana, ignorare il prossimo diventa la sublimazione dell’etica, soprattutto quando si condividono spazi angusti, ad esempio nel bus navetta, e per riuscire a non guardarsi negli occhi occorrono doti non comuni.

Chi prova a rompere questo muro di riservatezza riceve in cambio sguardi stupiti, espressioni dubbiose, mezze frasi sbiascicate abbassando lievemente gli occhiali o levando un auricolare.
Non c’è spazio per commentare il tempo, forse perché si va da un'altra parte e allora tanto vale non considerare il presente. A volte sembra proprio che la maggiorparte delle persone sia già proiettata in nuovi spazi, nuove situazioni, nuovi climi…
Non c’è spazio per commentare i ritardi, non ha più senso neppure lamentarsene… il viaggiatore medio li prevede, non se ne stupisce, li asseconda talvolta…guarda quasi con malsopportazione, al massimo con pietà, l’anziano di turno che cerca a tutti i costi di litigare con il personale di bordo.
L’ignoranza è una colpa, la scarsa dimestichezza col mezzo ancora di più…non si può sbagliare fila, far perdere tempo agli altri, utilizzare bagagli troppo grandi, fare troppe domande…

Gli unici a mantenere una dimensione umana sono i bambini…non tollerano le attese prolungate, diventano impazienti, chiedono continuamente quando si salirà in aereo…gli adulti vivono in stand-by, accettano di attendere per ore e ore, divorano giornali e riviste, fanno mille telefonate.
I bambini corrono avanti e indietro per il gate, sconfinano nelle aree non autorizzate, urtano i bagagli degli estranei, gridano e piangono…gli adulti non si muovono dalle loro poltrone, i movimenti sono sempre minimali, voltare pagina, sporgersi per vedere se l’orario previsto ha subito modifiche, controllare l’orologio, toccare il bagaglio senza guardarlo, giusto per assicurarsi che sia ancora lì.

I bambini non badano alle mille lucette che regolano la nostra vita, non ascoltano gli annunci dello speaker e la miriade di segnali sonori durante il volo, spesso non portano l’orologio e tanto meno hanno la cognizione del tempo…
I bambini passano l’intero viaggio col naso attaccato al finestrino…

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